Il Museo Enrico Caruso e il Parco riaprono al pubblico

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Modalità di accesso al Museo

Dopo questa lunga chiusura tutte le sale sono state sanificate e riorganizzate secondo le indicazioni delle autorità preposte. I visitatori dovranno attenersi alle seguenti disposizioni:
a. Sarà possibile accedere al Museo nei limiti di 14 persone alla volta;
b. Ai visitatori, prima del pagamento del biglietto di ingresso, verrà misurata la temperatura corporea attraverso termometri contactless. Nel caso in cui venisse registrata una temperatura superiore a 37.5°C, il visitatore non potrà accedere alle sale e dovrà tornare al proprio domicilio;
c. Tutti i visitatori dovranno indossare correttamente la mascherina di protezione in maniera da coprire naso e bocca, igienizzare le mani con il gel detergente messo a disposizione in appositi dispenser e mantenere la distanza interpersonale di 1.8 metri;
d. E’ vietato l’assembramento di persone. In tutte le sale, ad eccezione di quella della musica, è consentita la presenza di massimo 2 visitatori per volta. Nella sala della musica l’accesso è consentito ad un massimo di 4 persone per volta.
e. E’ severamente vietato toccare i beni esposti.
f. E’ consentito utilizzare l’ascensore solo alle persone disabili con un accompagnatore.

Modalità di accesso al Parco

L’accesso è regolato secondo le norme e le ordinanze emanate dalle autorità preposte. In ogni caso è obbligatorio rispettare la distanza interpersonale, indossare correttamente la mascherina di protezione e non creare assembramenti.

La residenza del XVI secolo che ha rapito il grande tenore


Situata in posizione centrale sulla collina di Bellosguardo, Villa Caruso Bellosguardo è immersa in un grande parco che segue lo stile della Villa.

Villa Caruso

La cinquecentesca Villa Caruso fu acquistata nel 1540 dalla nobile famiglia dei Pucci e nel 1585 il colto e raffinato abate Alessandro decise di creare per sé e per i suoi ospiti un ritiro paradisiaco.

Oggi lo spirito tardorinascimentale di Villa Pucci sopravvive solo nel giardino, la cui decorazione statuaria si protrasse per molti decenni: le sculture di animali eseguite da Romolo del Tadda, coinvolto in quegli anni anche nella realizzazione del parco di Boboli, furono arricchite infatti dagli interventi degli eredi.

Alla fine dell’800 la villa venne acquistata dalla famiglia Campi e nel 1906 passò di proprietà del famoso tenore Enrico Caruso, che si avvalse dell’opera dell’architetto Rodolfo Sabatini. Alla sua morte nel 1921, la proprietà passò all’ingegner Bianchi. Acquistata dal conte de Micheli, che s’impegnò a restituire al giardino il suo aspetto rinascimentale, la villa fu ceduta alla famiglia Gucci nel 1990 e riacquistata dal comune di Lastra a Signa nel 1995.